Catalogna in Spagna: cosa vedere tra città, Costa Brava e Pirenei

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La Catalogna in Spagna occupa l’angolo a nord-est della penisola iberica, stretta tra la frontiera francese sui Pirenei e il mare Mediterraneo. Questa regione autonoma ha una lingua propria, il catalano, e quattro province ben distinte: Barcellona, Girona, Tarragona e Lleida.

Un itinerario completo unisce i palazzi di Antoni Gaudí nella capitale ai villaggi marinari della Costa Brava, passando per le rovine romane sul mare a Tarragona fino ai rifugi d’alta quota sui Pirenei. La rete ferroviaria ad alta velocità unisce le città principali in meno di tre quarti d’ora, mentre l’auto presa all’arrivo permette di raggiungere calette nascoste, valli montane e cantine storiche.

Le quattro province catalane e le loro attrazioni principali

Ogni provincia catalana ha un’identità precisa e merita una sosta dedicata durante il viaggio. Barcellona catalizza gran parte delle attenzioni con le opere moderniste. La Sagrada Família, Parco Güell, Casa Batlló e Casa Milà richiamano visitatori da ogni parte del mondo, ma la città conserva un’anima antica nel Quartiere Gotico. I vicoli stretti e lastricati in pietra sbucano davanti alla cattedrale medievale e ai blocchi delle mura romane, a dieci minuti a piedi dalla spiaggia della Barceloneta.

Girona, a un centinaio di chilometri verso nord, è divisa dal corso del fiume Onyar. Il colpo d’occhio delle case con gli intonaci gialli e rossi a ridosso dell’acqua anticipa la salita alla cattedrale gotica, famosa per la navata senza colonne più larga al mondo. Accanto alla chiesa si snoda il Call, il vecchio ghetto ebraico rimasto intatto dal Medioevo.

Tarragona guarda la Costa Daurada a sud di Barcellona. Ai tempi di Roma antica si chiamava Tarraco ed era la capitale della provincia iberica. La storia qui si tocca con mano, l’anfiteatro in pietra sorge proprio davanti alle onde, mentre nell’entroterra svettano le arcate dell’acquedotto di Les Ferreres, noto come Ponte del Diavolo.

Lleida è la provincia più interna, dominata dai campi coltivati e dalla cattedrale fortificata della Seu Vella. Verso nord il paesaggio cambia e lascia spazio alle vette dei Pirenei, con i paesi della Vall de Boí custodi di nove chiesette romaniche in pietra con campanili a torre unici nel loro genere.

I borghi e le calette più suggestive della Costa Brava

La Costa Brava si allunga per oltre duecento chilometri nella provincia di Girona, partendo dal comune di Blanes per terminare al confine francese di Portbou. È una costa frastagliata, dove le rocce di granito scendono dritte in mare tra pinete fitte e baie riparate dal vento.

Lungo la litoranea meritano una fermata questi borghi:

  • Cadaqués e Portlligat: case bianche con porte azzurre affacciate sulla baia rocciosa di Cap de Creus, con la vecchia casa di pescatori in cui Salvador Dalí ha vissuto e dipinto per decenni.
  • Tossa de Mar: paese marinaro celebre per la Vila Vella, la fortezza medievale con torri di guardia che poggia direttamente sulla sabbia della spiaggia.
  • Calella de Palafrugell: borgo con le barche di legno ormeggiate sulla ghiaia e i vecchi portici ad arco dove i pescatori riparavano le reti.
  • Begur e le sue insenature: paesino collinare con un castello in rovina, punto di partenza per scendere verso calette come Aiguablava, Sa Riera e Sa Tuna.

Per scovare gli angoli più appartati conviene camminare lungo i Camins de Ronda, i vecchi sentieri di ronda un tempo battuti dai finanzieri per bloccare i contrabbandieri. Oggi questi passaggi pedonali collegano scogliere, boschi di pini e baie solitarie dove non arrivano le strade asfaltate.

Natura ed escursioni tra Montserrat e i Pirenei catalani

Lontano dalla costa la Catalogna cambia volto, lasciando spazio a formazioni rocciose insolite e valli alpine dove camminare d’estate o sciare d’inverno.

A cinquanta chilometri da Barcellona spunta il massiccio di Montserrat, un gruppo montuoso con torrioni di roccia grigia modellati dal vento. Arroccato tra queste guglie si trova il monastero benedettino che ospita la Madonna Nera, patrona della regione. Dalla piazza partono mulattiere ben segnalate dirette alla cima di Sant Jeroni, a 1.236 metri di altitudine.

Verso nord la catena montuosa dei Pirenei ospita il Parco Nazionale di Aigüestortes i Estany de Sant Maurici. Questa riserva naturale vanta più di duecento laghi glaciali, fiumi limpidi, torrenti impetuosi e le due pareti rocciose dei monti Encantats che si specchiano nell’acqua.

All’estremità nord-ovest si entra nella Val d’Aran, una vallata dal clima atlantico con fitti boschi di abeti, case in pietra con tetti a punta in ardesia e gli impianti sciistici di Baqueira-Beret. Spostandosi a est, vicino alla cittadina di Olot nella Garrotxa, si cammina invece tra antichi crateri vulcanici spenti e boschi di faggio cresciuti sulla terra scura di lava.

Cosa mangiare tra piatti tipici e tradizioni gastronomiche

La tavola catalana accosta i prodotti dell’orto, la carne delle valli e il pesce della costa, dando vita a piatti ricchi che la gente del posto chiama mar i muntanya.

Nei ristoranti tradizionali vale la pena ordinare queste specialità:

  • Pa amb tomàquet: fette di pane rustico tostate, sfregate a mano con mezzo pomodoro maturo e condite con olio buono e sale, servite per accompagnare il prosciutto crudo o il fuet, il tipico salame locale speziato.
  • Calçots con salsa romesco: cipollotti dolci cotti sulla brace viva finché la buccia esterna non diventa nera, da sbucciare con le mani e intingere in una ciotola di salsa a base di mandorle, nocciole tostate, aglio e pomodoro arrosto.
  • Escalivada: piatto freddo a base di melanzane, peperoni e cipolle arrostite al forno o sulla brace, spellate, tagliate a strisce sottili e servite con abbondante olio e filetti di acciuga.
  • Crema catalana: dolce al cucchiaio preparato con latte, uova e buccia di limone, servito con una crosticina di zucchero bruciato con il ferro rovente.

A tavola si ordinano spesso anche il riso al nero di seppia (arròs negre) con una cucchiaiata di salsa alioli, il pollo stufato con i gamberi rossi o le lumache cotte alla piastra con erbe aromatiche e pepe.

Come organizzare il viaggio tra trasporti, noleggio auto e periodi migliori

I treni veloci AVE e Avant collegano le stazioni di Barcellona Sants, Girona e Tarragona in circa trentacinque o quaranta minuti, con partenze frequenti tutto il giorno. Per addentrarsi nella Costa Brava, percorrere le strade dei Pirenei o visitare le cantine vinicole del Penedès e del Priorat serve invece una macchina, noleggiabile al momento dell’atterraggio.

I voli diretti dall’Italia atterrano all’aeroporto principale di Barcellona-El Prat, allo scalo di Girona-Costa Brava a nord o a quello di Reus a sud.

I periodi più indicati per mettersi in viaggio sono la tarda primavera (da fine aprile a inizio giugno) e l’inizio dell’autunno (tra settembre e ottobre). Con queste temperature miti si cammina bene nei centri storici e sui sentieri costieri, senza dover sopportare l’afa pesante e i rincari dell’alta stagione estiva.

FAQ – Domande frequenti

Quali sono le quattro province della Catalogna?

Le province sono barcellona, girona, tarragona e lleida.

Serve l’auto a noleggio per visitare la Catalogna?

I treni collegano bene le città grandi, ma per la costa brava, l’entroterra e i pirenei la macchina è fondamentale.

Quando conviene andare in Catalogna?

I mesi ideali sono maggio, giugno, settembre e ottobre per trovare giornate calde senza troppi turisti.

Cosa bisogna mangiare assolutamente in Catalogna?

I piatti tipici da ordinare sono pa amb tomàquet con salumi, calçots con salsa romesco, escalivada e crema catalana.

Dove si trovano le spiagge più belle della regione?

Le calette più suggestive sono lungo la costa brava, vicino a cadaqués, calella de palafrugell, begur e tossa de mar.

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