Come visitare le Gole dell’Alcantara: ingressi, costi e consigli utili
6 Febbraio 2026
Adele
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Le Gole dell’Alcantara non hanno nulla a che vedere con i classici canyon scavati dall’acqua, ma siamo davanti a una ferita nel basalto, profonda 25 metri, nata dallo scontro frontale tra una colata lavica dell’Etna e il corso del fiume. Il risultato è un corridoio di pietra nera con pareti a strapiombo che mostrano geometrie prismatiche impossibili da trovare altrove con questa precisione.
Il sito, diviso tra Motta Camastra e Castiglione di Sicilia, è un labirinto di basalto che oggi attira chiunque voglia vedere da vicino cosa succede quando il fuoco vulcanico incontra un fiume di montagna. Se anche tu stai pensando di fare una visita alle Gole di Alcantara, troverai delle informazioni utili nei prossimi paragrafi.
La genesi delle Gole: il segreto dei basalti colonnari
Circa 8.000 anni fa, una colata fluida si è incanalata nella valle e, quando ha toccato l’acqua del fiume, ha subito uno shock termico fortissimo. La lava non si è limitata a solidificarsi, ma si è contratta spaccandosi lungo linee geometriche precise, creando quelli che oggi chiamiamo basalti colonnari.
Camminando nel letto del fiume, ti accorgi subito che le pareti cambiano forma ogni pochi metri. In alcuni tratti, come a Larderia, vedi colonne verticali dritte che sembrano canne d’organo, alte e regolari. In altri punti, la roccia si apre a ventaglio o si attorciglia, segno che lì la lava ha trovato ostacoli o turbolenze mentre si raffreddava.
Esistono persino formazioni orizzontali, le cosiddette “cataste di legna”, nate perché la colata si è appoggiata a pareti rocciose già esistenti. Il fiume Alcantara (nome che viene dall’arabo Al-Qantarah, ovvero “il ponte”) ha poi fatto il resto, scavando tra le fessure di questi prismi e portando alla luce il cuore nero della colata. Non è stata un’erosione lenta, ma un lavoro di scalpello naturale che ha sfruttato i punti deboli della cristallizzazione lavica per creare il canyon che percorriamo oggi.
Flora e fauna, l’ecosistema del Parco Fluviale dell’Alcantara
L’ecosistema delle Gole è protetto da un Ente Parco che cerca di bilanciare turismo e conservazione. Lungo le sponde ci sono alberi che sanno come resistere alle piene, come il Platano Orientale, l’Ontano Nero e il Salice Bianco. Queste piante hanno radici che si ancorano letteralmente alla pietra, sopravvivendo ai momenti in cui il fiume spinge forte. L’ombra costante e l’acqua gelida creano un microclima perfetto per specie che altrove farebbero fatica. Nelle pozze più calme vive la Trota Macrotsigma e il Discoglosso dipinto, un anfibio raro che è diventato un po’ il simbolo della biodiversità del luogo. Se alzi lo sguardo verso le pareti di basalto, puoi vedere il Martin Pescatore o la Ballerina Gialla che saltella tra i ciottoli. È un ambiente delicato, esistono zone di riserva integrale dove l’uomo non può mettere piede, proprio per proteggere i cicli riproduttivi di questi animali.
Dove si trovano le Gole dell’Alcantara e come arrivare al sito geologico
Il punto di riferimento per la visita è via Nazionale 5, a Motta Camastra. Siamo in piena Valle dell’Alcantara, a metà strada tra le spiagge di Taormina e le vette dell’Etna. Ecco come arrivarci:
In auto: prendi l’autostrada A18 Messina-Catania e poi l’uscita Giardini Naxos, da lì imbocchi la SS185 verso Francavilla di Sicilia. Sono circa 15 chilometri di strada statale, ci sono vogliono una ventina di minuti per via delle curve. I parcheggi ci sono, ma quelli lungo la strada si riempiono subito; meglio puntare a quelli gestiti se non vuoi girare a vuoto.
In bus: la ditta Interbus mette a disposizione bus che partono da Catania, Messina e Taormina. Le fermate sono vicine agli ingressi, il che è comodo, ma occhio agli orari, nel pomeriggio le corse si riducono.
In treno: la stazione utile è Taormina-Giardini. Una volta sceso, però devi per forza prendere un bus di linea o un taxi per risalire la valle per altri 15-20 minuti.
Biglietti e costi: differenza tra Ingresso Comunale e Parco Botanico
Esistono due gestioni separate per accedere al sito, che non comunicano tra di loro: l’ingresso comunale, gestito dal Comune di Motta Camastra, che costa 2 euro e che ti propone un accesso impegnativo con una scalinata di 200 gradini. Sceglilo se non è un problema per te fare un po’ di fatica e se vuoi risparmiare, ma ricorda che non ci sono ascensori, bagni o altri servizi e che il percorso è tutto sotto il sole.
Il Parco Botanico e Geologico opera come struttura privata e propone diverse soluzioni per chi preferisce evitare la scarpinata dei gradini comunali. Il pacchetto principale, che solitamente oscilla tra gli 8€ e i 12€ a persona, include l’uso dell’ascensore per scendere al fiume, l’accesso ai sentieri panoramici del giardino e la visione dei contenuti nella sala 4D. Se l’obiettivo è solo quello di superare il dislivello senza usufruire dei percorsi interni, il solo utilizzo dell’ascensore ha un costo che si aggira intorno agli 8€.
Per chi cerca qualcosa di più approfondito, esistono pacchetti da circa 12€ che integrano visite guidate o esperienze specifiche all’interno della tenuta, ferma restando la possibilità di aggiungere servizi extra come il body rafting o il trekking fluviale. La struttura è operativa con un orario continuato che va dalle 8:00 del mattino fino alle 20:00, offrendo una gestione dei flussi molto più organizzata rispetto all’accesso pubblico, con il vantaggio di poter sfruttare bagni e aree attrezzate lungo tutto l’arco della giornata.
Consigli utili per l’escursione
Il basalto bagnato è viscido come il sapone, ti servono scarpe da scoglio con una buona suola o sandali tecnici. Porta sempre un cambio di vestiti completo e un asciugamano in macchina. Anche se pensi di non bagnarti, l’umidità dentro le gole è altissima e quando risali la differenza di temperatura si sente tutta. Se usi l’ingresso comunale, calcola bene le tue energie, la risalita dei 200 gradini alla fine della giornata, magari sotto il sole siciliano, non è una passeggiata.
Domande frequenti (FAQ)
Serve davvero la muta per entrare in acqua?
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Dipende da quanto vuoi spingerti all’interno. Se rimani sulla spiaggia o cammini nei primi metri del fiume, ne puoi fare a meno, anche se l’impatto con l’acqua a 10-12 gradi si sente. Se però hai in mente di risalire il canyon o fare trekking fluviale, la muta è indispensabile perché dopo pochi minuti il freddo diventa difficile da gestire e rischi di dover tornare indietro subito.
Qual è l’orario migliore per evitare la folla?
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Il consiglio è di arrivare intorno alle 9:00, all’apertura. Oltre a trovare parcheggio più facilmente, avrai la luce migliore che colpisce l’acqua. Nel pomeriggio, tra le 14:00 e le 15:00, le pareti altissime del canyon iniziano a fare ombra e il fiume perde quei colori spettacolari che vedi nelle foto, diventando molto più scuro e cupo.
Posso portare il mio cane alle Gole dell’Alcantara?
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Sì, i cani sono ammessi, ma considera che l’ambiente non è semplicissimo per loro. Se scendi tramite l’ingresso comunale ci sono molti scalini di pietra e, una volta giù, il terreno è fatto di ciottoli e rocce laviche che possono essere scivolose o taglienti. Se il tuo cane non ha problemi con l’acqua fredda e i terreni irregolari può seguirti, altrimenti meglio optare per i sentieri panoramici superiori.
Cosa succede se piove o il fiume è in piena?
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La sicurezza viene prima di tutto: se il livello dell’acqua sale oltre la soglia di guardia, l’accesso al greto del fiume viene chiuso immediatamente. In questi casi puoi comunque percorrere i sentieri alti per vedere le gole dall’alto, ma non potrai toccare l’acqua. Se avevi prenotato un’escursione di body rafting, le guide ti avviseranno per annullare o spostare l’uscita.
L’ascensore del parco privato è sempre attivo?
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In genere sì, ma nei periodi di bassissima stagione o per manutenzione straordinaria potrebbe essere fermo. Se scegli l’ingresso privato proprio per evitare i gradini, conviene sempre chiedere conferma in biglietteria prima di pagare. Ricorda che se l’ascensore è guasto, l’unico modo per scendere e risalire rimane la scalinata comunale.
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