Morterone: cosa vedere e come salire sul Resegone dal paese più piccolo d’Italia

Condividi

Il paese con meno abitanti d’Italia è Morterone, un piccolo comune montano situato in provincia di Lecco, in Lombardia, a 1.070 metri di altitudine sui versanti orientali del Monte Resegone.

Con una popolazione stabile che oscilla storicamente intorno ai trenta residenti registrati all’anagrafe, Morterone contende periodicamente questo primato demografico nazionale con il borgo valtellinese di Pedesina. Il paese rappresenta una meta apprezzata per chi cerca escursioni a piedi, tranquillità assoluta, cucina d’alpeggio e una delle vie di salita più panoramiche e accessibili per raggiungere la vetta del Resegone.

Morterone abitanti: quanti sono e perché è il comune più piccolo d’Italia?

La popolazione residente a Morterone conta circa 31 persone, un dato che varia periodicamente di una o due unità in base alle nascite o ai trasferimenti anagrafici. Questa manciata di residenti vive distribuita tra il nucleo centrale del capoluogo e diverse cascine sparse sui pascoli che circondano la conca montana. La comunità locale non dispone di una scuola elementare, di una farmacia o di un panificio. Per qualsiasi acquisto quotidiano o pratica burocratica complessa gli abitanti scendono a Ballabio o a Lecco, affrontando la strada che collega la valle al resto del territorio lariano.

La contesa sul titolo di comune più piccolo d’Italia ha visto spesso protagonista anche Pedesina, borgo della Val Gerola in provincia di Sondrio. I due paesi si alternano al vertice di questa classifica demografica a seconda delle oscillazioni dei registri civili. Nonostante le dimensioni ridotte, il comune garantisce la presenza del sindaco, della giunta municipale e dell’ufficio postale aperto a giorni alterni. La vita di chi vive qui ruota attorno alla cura del bosco, all’allevamento del bestiame e alla gestione delle strutture ricettive che accolgono gli escursionisti nei fine settimana.

Strada Ballabio Morterone: curve, tempi e come arrivare in auto

L’unico accesso carrabile per raggiungere il borgo è la Strada Provinciale 63, che parte dall’abitato di Ballabio, all’imbocco della Valsassina, e risale i pendii prealpini per circa quindici chilometri. Il tragitto richiede tra i trenta e i quaranta minuti di guida attenta, snodandosi attraverso una sequenza continua di tornanti a gomito scavati nella roccia e tratti immersi in fitte faggete. Dopo aver superato la Forcella di Olino, a circa 1.150 metri di quota, la carreggiata inizia a scendere verso la conca isolata dove sorge il paese.

Ecco alcune indicazioni pratiche per affrontare il percorso:

  • La carreggiata presenta una larghezza ridotta in molti passaggi, costringendo a rallentare in curva e a sfruttare le piazzole di scambio quando si incrocia un veicolo in senso opposto.
  • Il fondo stradale è asfaltato ma richiede massima prudenza per la presenza occasionale di pietrisco caduto dai costoni rocciosi dopo temporali intensi.
  • Nei mesi invernali vige l’obbligo di pneumatici da neve o catene a bordo, dato che nei tratti in ombra vicino ai torrenti il gelo persiste per tutta la giornata.
  • Le aree di sosta si trovano principalmente nei pressi del municipio, vicino alla chiesa parrocchiale e all’inizio dei sentieri per il Resegone.

I camper di grandi dimensioni, le roulotte e i furgoni a passo lungo trovano difficoltà lungo le strettoie rocciose della provinciale, dove lo spazio di manovra è limitato, ed è quindi sconsigliato utilizzarli per raggiungere il luogo. Per i motociclisti e i ciclisti allenati la salita rappresenta invece un itinerario classico del lecchese, apprezzato per la qualità dell’asfalto e per i panorami aerei che si aprono sulla pianura e sui laghi briantei durante l’ascesa.

Cosa vedere a Morterone: il museo a cielo aperto MACMA e il borgo antico

Il centro abitato conserva l’architettura tipica delle Prealpi Orobiche, caratterizzata da murature a secco in pietra calcarea, tetti in piode e ballatoi in legno scuro. Il punto di riferimento della comunità è la Chiesa della Beata Vergine Assunta, risalente nella sua forma attuale al Settecento e custode di arredi sacri legati alla devozione contadina. Attorno all’edificio religioso si raggruppano le poche case del nucleo storico, alternate a stalle riqualificate e fienili che mantengono viva la tradizione agricola locale.

L’elemento culturale più originale del territorio è il MACMA, il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto, ideato a partire dagli anni Ottanta dal poeta Carlo Invernizzi. Il progetto ha trasformato pascoli, boschi e facciate delle case in uno spazio espositivo permanente privo di pareti:

  • Sculture geometriche in metallo e pietra posizionate lungo i prati e ai margini dei sentieri forestali.
  • Pitture murali e installazioni integrate direttamente sulle pareti esterne delle cascine private e degli edifici pubblici.
  • Opere di artisti internazionali come Mauro Staccioli, Rodolfo Aricò, Pino Pinelli e François Morellet concepite per dialogare con la luce e la natura circostante.
  • Percorsi segnalati per individuare le sculture sparse tra il capoluogo e le frazioni limitrofe senza alterare la quiete dell’ambiente alpino.

L’accostamento tra l’arte d’avanguardia e la vita rurale di montagna costituisce un esperimento unico in Lombardia. Camminando tra le frazioni ci si imbatte in monumentali strutture in acciaio corten collocate accanto ai recinti delle mucche al pascolo, creando un cortocircuito visivo che attira architetti, critici d’arte e appassionati di paesaggio durante tutto l’anno.

Escursioni da Morterone: il sentiero 16 per la vetta del Resegone

La posizione geografica del paese rende la valle la porta d’accesso più rapida e comoda per raggiungere le creste del Monte Resegone. Rispetto alla classica ascesa che sale dal versante lecchese di Acquate o dal Piazzale della Funivia dei Piani d’Erna, il sentiero che parte da Morterone presenta un dislivello inferiore e una pendenza più graduale, risultando ideale per escursionisti con un discreto allenamento di base.

I principali percorsi di trekking che partono dal borgo:

  • Il sentiero 16 verso il Rifugio Azzoni e Punta Cermenati, con un dislivello positivo di circa 800 metri, un tempo di salita medio di due ore e mezza e difficoltà classificata come escursionistica.
  • L’anello naturalistico delle sorgenti dell’Enna, che scende verso l’imbocco della Val Taleggio seguendo il corso del torrente tra gole ombreggiate e vecchi mulini in pietra.
  • La traversata panoramica verso la Costa del Palio e la Foresta Regionale del Resegone, un itinerario dolce tra pascoli aperti adatto anche a famiglie con bambini.
  • Il raccordo con il sentiero delle creste per raggiungere le cime secondarie del massiccio, tra cui la Punta Giumenta e il Pizzo Morterone.

La salita lungo il tracciato 16 comincia subito dopo la frazione Forcelletta, inoltrandosi inizialmente in una faggeta fresca che mitiga il calore nei mesi estivi. Una volta usciti dal limite del bosco, il sentiero risale ampi pendii erbosi fino a congiungersi con il vallone roccioso terminale.

Pochi metri sotto la croce di vetta di Punta Cermenati, a 1.875 metri di altitudine, sorge il Rifugio Luigi Azzoni, punto d’appoggio fondamentale per sostare, ripararsi dal vento o consumare un piatto caldo prima della discesa.

Dove mangiare a Morterone: agriturismi e formaggi tipici della Valsassina

La cucina tradizionale locale riflette le origini pastorali della Val Taleggio e della Valsassina, territori storicamente vocati all’allevamento bovino e alla trasformazione del latte crudo d’alpeggio. Nei ristoranti e nei punti ristoro della zona le ricette mantengono un’impronta rustica e stagionale, basata su materie prime povere ma lavorate con cura artigianale secondo l’uso dei vecchi casari.

I prodotti e i piatti da ordinare durante una sosta gastronomica:

  • La polenta taragna fumante, preparata con farina di mais macinata a pietra e arricchita con burro d’alpeggio fuso e formaggi a pasta semicotta.
  • Il Taleggio DOP a latte crudo e lo Strachitunt, l’antico formaggio erborinato antenato del gorgonzola tipico di questa specifica vallata prealpina.
  • Carni bovine e suine stufate a lungo, con particolare preferenza per il brasato al vino rosso, lo spezzatino di capriolo e i salami nostrani a grana media.
  • Formaggette fresche di capra e ricotta di alpeggio servite con miele di castagno prodotto nei boschi del fondovalle.

La capacità ricettiva del paese è contenuta e le strutture di ristorazione sono poche, c’è la Trattoria Cacciatori, situata all’ingresso del borgo, e poi gli agriturismi stagionali attivi sui pascoli limitrofi, che però contano un numero ridotto di coperti. Nei fine settimana di bella stagione e durante i mesi estivi la prenotazione telefonica anticipata è indispensabile per non rischiare di trovare le sale al completo.

Come fare per trasferirsi a Morterone?

Se stai pensando di trasferirti a Morterone, le pratiche in comune si sbrigano in mezz’ora con un modulo e il contratto di casa in mano. La difficoltà vera sta nel trovare un tetto, di case sul mercato non ce ne sono quasi mai, dato che i proprietari le conservano per passarci le vacanze d’estate e difficilmente le mettono in affitto. A questo devi aggiungere una routine completamente diversa da quella di città. Se finisci il latte o il pane devi fare quaranta minuti di macchina tra i tornanti per scendere a Ballabio, la stufa a legna va caricata tutti i giorni e quando arrivano le nevicate invernali puoi muoverti soltanto se hai un fuoristrada affidabile. Impossibile? Forse no, ma difficile si.

FAQ – Domande frequenti

Qual è il paese con meno abitanti d’Italia?

Il paese con meno residenti è Morterone, in provincia di Lecco, che conta stabilmente circa trenta abitanti registrati all’anagrafe comunale.

Quanti chilometri di curve ci sono da Ballabio a Morterone?

Il tragitto copre quindici chilometri di strada provinciale a tornanti, percorribili in auto in circa trentacinque minuti di guida attenta.

Si può salire a Morterone con camper o roulotte?

È sconsigliato perché la carreggiata presenta passaggi rocciosi stretti, curve a gomito e poche piazzole di manovra adatte a veicoli lunghi.

Quanto tempo ci vuole per salire a piedi sul Resegone da Morterone?

Lungo il sentiero numero 16 occorrono circa due ore e mezza di cammino per superare gli 800 metri di dislivello fino al Rifugio Azzoni.

Ci sono distributori di benzina o sportelli bancomat in paese?

No, in paese non sono presenti pompe di benzina né sportelli bancari: gli ultimi servizi utili si trovano a Ballabio prima della salita.

Qual è il periodo migliore per visitare Morterone?

I mesi ideali vanno da maggio a ottobre, quando i sentieri sono privi di neve e il clima montano garantisce temperature fresche e piacevoli.

Come ci si sposta d’inverno in caso di neve o ghiaccio sulla strada?

Servono pneumatici termici o catene a bordo; l’amministrazione provinciale garantisce il passaggio degli spazzaneve per mantenere aperto l’accesso.

Lascia un commento